#PEN / Note di Lavoro

“Qualcosa su Bartleby devo pur farla!”…mi sono detto… è tanto tempo che ci stavo pensando, ma non trovavo la chiave per entrare. Così mi sono soffermato un attimo sulle infinite possibilità che ha il suono a teatro e così ho deciso di chiedere la collaborazione di Cristiano Urbani. Noi ci siamo conosciuti in occasione di un reading (io voce e lui chitarra). Ecco il suono è stata la chiave per entrare teatralmente parlando nel testo, nelle parole, che poi si trasformano in suoni e ritornelli. Lo scritto di Melville, mi appassiona, non soltanto per la comicità violenta e dissacrante ma anche perché lavora sul vuoto, sul nulla, sulla solitudine, sugli enigmi irrisolti, insomma è iper-realista. Guardare il mondo dal punto di vista di Bartleby ci permette di valorizzare nuove visuali e nuovi possibili ascolti. E proprio sull’ASCOLTO abbiamo lavorato io e Cristiano. Ascoltare è la cosa più importante a teatro. Le figure in scena devono osservare e ascoltare. E noi facciamo semplicemente questo.

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